Valutazione dei diamanti: le 4C della classificazione

I diamanti vengono classificati con una metodologia standardizzata universale, basata su 4 elementi (detti 4C) che sono:

  • Carat, il peso in carati
  • Color, il colore
  • Clarity, la purezza
  • Cut, il taglio

Il carato è un elemento indispensabile nella valutazione di un diamante: la sua unità di misura è il carato metrico (Ct.) e corrisponde ad 1/5 di grammo (5 carati fanno un grammo).

Per quanto riguarda il colore dei diamanti, è stata creata una definizione I.D.C. (International Diamond Colour) mediante classificazione, universalmente riconosciuta, che prevede l’utilizzo delle lettere dell’alfabeto (dalla D (bianco eccezionale +) alla Z (colorito – yellow)).

Insieme alla scala di purezza è uno dei due indici principali che determinano la quotazione del diamante.

Il termine clarity (purezza del diamante) si riferisce alla presenza di impurità che compaiono all’interno della pietra preziosa durante la formazione nel sottosuolo e possono apparire sotto forma di cristalli scuri o aree opache.

Per poterle identificare si utilizzano lenti di ingrandimento di diversa gradazione che permettono, ad un occhio esperto, di identificare abbastanza facilmente i difetti.

Anche in questo caso viene adoperata una scala universalmente riconosciuta a livello internazionale che parte da FL (flawless – puro) e arriva a I3 (included – inclusioni presenti).

Il taglio dei diamanti grezzi è un’operazione delicata che potrebbe portare al danneggiamento irrimediabile del prodotto: per questo deve essere eseguita da personale esperto e qualificato.

La forma di taglio più diffusa e più amata è quella rotonda (denominata taglio brillante – si veda il paragrafo sulla differenza tra brillante e diamante) che identifica un taglio rotondo con un minimo di 57 faccette.



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